Cabianca hardline
Questa è una variante decisamente più alpinistica e tecnica del classico giro dei Laghi Gemelli, costruita con l'obiettivo di raggiungere la zona del Monte Cabianca e attraversare la parte alta della montagna prima di rientrare verso Carona. Il giro presenta una prima parte in buona parte pedalabile, seguita da un lungo settore di portage in ambiente alpino e da un passaggio in cresta estremamente esposto, che rappresenta senza dubbio il punto chiave dell'intero itinerario. Da questo punto di vista il livello è superiore a quello di un normale giro All Mountain: per affrontarlo bisogna essere perfettamente a proprio agio con la bici in spalla su terreno ripido, instabile ed esposto. Anche la discesa non concede molto. Dopo il Cabianca si incontrano diversi settori S4/S5 e, scegliendo come in questa traccia il rientro attraverso il CAI 211, il finale verso Carona rimane tecnico e fisico praticamente fino alla fine. E-MTB assolutamente sconsigliata: il problema non è la prima salita, dove il motore sarebbe sicuramente utile, ma il lungo portage e soprattutto la gestione della bici nel tratto di cresta esposto sotto il Cabianca.
Spoiler: Se non avete mai fatto il Cabianca, consiglio di non seguire la traccia, ma bensì di restare sulla cresta che prosegue verso il Monte dei Frati.
Salita da Carona
Si parte da Carona, seguendo la salita in direzione del Rifugio Calvi. La strada guadagna quota con pendenze importanti ma rimane in gran parte pedalabile. Si passa dalla zona di Pagliari e si continua verso il Lago del Prato e successivamente verso la diga del Lago Fregabolgia. È una salita lunga e fisica, ma rappresenta la parte nettamente più pedalabile dell'intero giro. In questa versione non è necessario allungare fino al Rifugio Calvi: raggiunta la zona della diga del Fregabolgia, si prende infatti direttamente la deviazione verso destra, iniziando a salire verso la zona del Cabianca. Questa scelta permette di risparmiare indicativamente 100-150 m di dislivello, oltre a ridurre lo sviluppo e la durata complessiva del giro. Chi volesse invece realizzare la versione più lunga e panoramica può proseguire fino al Rifugio Calvi, raggiungere il Lago dei Curiosi e successivamente ricollegarsi alla salita verso il Cabianca.
Verso il Monte Cabianca
Lasciata la zona del Fregabolgia cambia completamente il carattere dell'itinerario. Da qui la ciclabilità diminuisce rapidamente e comincia il vero portage alpino. Si sale su terreno progressivamente più roccioso, con una traccia che non è sempre perfettamente evidente. Man mano che si guadagna quota il fondo diventa più severo e gli ultimi circa 400 metri di dislivello risultano particolarmente impegnativi. Si procede fra rocce, terreno smosso e tratti ripidi dove bisogna prestare attenzione sia agli appoggi sia alla gestione della bici. Avvicinandosi alla zona del Monte Cabianca si raggiunge infine il passaggio che determina il vero livello di questo itinerario.
Cresta del Cabianca, passaggio estremo
Questa parte non va sottovalutata. Si affronta un tratto di cresta molto esposto, che per caratteristiche del terreno può essere considerato vicino a un livello escursionistico T5. La cresta è stretta e affilata e, nel punto più caratteristico, bisogna procedere praticamente a cavalcioni, con una gamba su ciascun lato. Visto da lontano il passaggio appare impressionante. Una volta raggiunto e individuati correttamente gli appoggi risulta più leggibile, ma rimane comunque un passaggio estremamente esposto e completamente diverso da un normale portage con la MTB. Il punto più delicato è concentrato in circa due-tre metri, ma qui non esistono molte alternative: bisogna essere assolutamente sicuri di quello che si sta facendo. Se arrivati sul posto non ci si sente completamente a proprio agio, la scelta corretta è tornare indietro. Non è il punto dove provare a superare i propri limiti. Rispetto ad altri itinerari alpini con tratti attrezzati, qui manca inoltre una fune o una catena alla quale potersi assicurare. Il settore difficile è relativamente breve, ma il livello di esposizione e la gestione della bici lo rendono uno dei passaggi più impegnativi tra le tracce proposte. Superata la cresta si raggiunge finalmente la zona alta del Monte Cabianca.
Prima discesa dal Cabianca S4/S4+
I primi circa 100 metri di dislivello sono finalmente ciclabili e regalano subito una bella discesa tecnica. Il livello è indicativamente S4 pieno, con passaggi S4+, su terreno alpino e roccioso. Dopo il tratto di cresta è quasi un sollievo poter tornare in sella, anche se la guida richiede immediatamente concentrazione e una buona tecnica. Successivamente si incontra un breve passaggio nel quale è necessario accompagnare la bici a piedi. Non è particolarmente complicato rispetto a quello appena affrontato in salita, ma interrompe momentaneamente la continuità della discesa.
Verso Lago di Aviasco
In questa versione si sceglie quindi di perdere quota verso la zona dei laghi. La discesa passa dalla zona del Lago Varrozza e continua verso il Lago di Aviasco. Questo settore è probabilmente la parte meno riuscita del giro dal punto di vista puramente ciclistico: il terreno è molto friabile e in alcuni punti diventa difficile mantenere la bici sulla linea. Non è necessariamente il passaggio tecnicamente più difficile dell'itinerario, ma il fondo instabile rende la guida meno piacevole rispetto alle altre sezioni. Raggiunto il Lago di Aviasco bisogna quindi tornare a guadagnare quota fino al Passo di Aviasco.
Alternativa alta: Monte dei Frati
Esiste una variante decisamente più interessante per chi vuole mantenere il carattere alpino del giro. Invece di scendere verso il Lago di Aviasco è possibile rimanere in cresta, passare sotto il Monte Varrozza e continuare verso il Monte dei Frati. Il percorso di cresta è molto panoramico e, dopo le difficoltà incontrate al Cabianca, non presenta particolari problemi fino alla zona del Monte dei Frati. Poco prima della discesa è però presente un gradone di circa 1-2 metri dove bisogna calare la bicicletta. È consigliabile essere almeno in due per potersi aiutare. Dal Monte dei Frati comincia poi una discesa completamente diversa: circa 150 metri di dislivello, indicativamente da quota 2.450 a 2.300 m, molto ripidi e tecnici, con difficoltà S5. È una variante più impegnativa, ma anche molto più interessante dal punto di vista della guida e dell'ambiente.
Passo di Aviasco - Lago Colombo
Raggiunta la zona del Passo di Aviasco, comincia una delle parti più belle e guidate dell'itinerario. Si scende su un bel sentiero alpino verso il Lago Colombo, entrando progressivamente nella zona dei Laghi Gemelli. Dal Lago Colombo si continua perdendo quota verso il Lago Pian delle Casere. Questa parte è decisamente più scorrevole rispetto alle sezioni precedenti, con difficoltà generalmente intorno a S2/S3, pur mantenendo alcuni passaggi tecnici. Dopo il terreno severo del Cabianca e dell'Aviasco permette finalmente di guidare con maggiore continuità.
Rientro a Carona - CAI 211
Da Pian delle Casere questa traccia sceglie la solutione più diretta per rientrare a Carona, utilizzando il sentiero CAI 211. Ed è qui che il giro torna nuovamente cattivo. Il 211 è una discesa estremamente fisica, tecnica e continua. Non presenta solamente qualche passaggio difficile isolato: martella praticamente dall'inizio alla fine. La difficoltà generale è nell'ordine dell'S4, con numerosi passaggi che raggiungono S5. Il fondo è prevalentemente roccioso e richiede un lavoro continuo di braccia e gambe. Dopo tutto quello che è già stato affrontato nella parte alta, la stanchezza diventa un elemento importante nella gestione della discesa. È quindi un finale adatto a chi vuole réellement completare il giro mantenendo un livello tecnico elevato fino all'ultimo. Per chi, arrivato a questo punto, preferisce una conclusione meno estrema, è possibile valutare una discesa alternativa, ad esempio la Sirena, descritta in un'altra traccia pubblicata sul sito.
In sintesi
Questa è una variante estrema del classico giro dei Laghi Gemelli. La prima parte da Carona permette di guadagnare circa 1.000 metri di quota prevalentemente pedalabili, ma dalla zona del Fregabolgia in avanti il carattere cambia radicalmente. Comincia un lungo portage verso il Cabianca, con gli ultimi 400 metri particolarmente impegnativi su terreno roccioso e smosso. Il punto determinante è però la cresta estremamente esposta sotto il Cabianca. Il passaggio più difficile misura solamente pochi metri, ma richiede grande sicurezza su terreno alpino e capacità di gestire contemporaneamente esposizione e mountain bike. Non è un giro per chi soffre il vuoto e non è il posto dove improvvisare. Superato il Cabianca comincia una lunga sequenza di discese tecniche, risalite e traversi fino al Passo di Aviasco. Dal Lago Colombo il terreno concede una parentesi più scorrevole, prima del durissimo finale sul CAI 211, con difficoltà S4 e numerosi passaggi S5 fino verso Carona. Per chi vuole aumentare ulteriormente la qualità e la difficoltà della parte alta, la variante in cresta attraverso il Monte dei Frati è probabilmente la soluzione più interessante, ma aggiunge un settore di discesa S5 molto ripido.
Scheda tecnica
- Stile traccia: All Mountain / Extreme / Adventure alpino
- MTB: Solo biker molto esperti
- E-MTB: Assolutamente sconsigliata
- Salita pedalabile: circa 1.000 m D+ nella prima parte
- Portage: Molto elevato dalla zona Fregabolgia al Cabianca e durante la risalita al Passo di Aviasco
- Difficoltà salita: Estrema per portage ed esposizione
- Difficoltà discesa: S4/S5
- Esposizione: Molto elevata nel tratto di cresta del Cabianca
- Fondo: Roccioso, smosso e alpino; fortemente consigliato asciutto
- Finale: CAI 211 ? S4 con numerosi passaggi S5
ATTENZIONE: Il passaggio di cresta sotto il Cabianca rappresenta la difficoltà principale dell'itinerario. È un tratto molto esposto, privo di attrezzature di sicurezza e da affrontare con la MTB. Se non si è completamente sicuri dei propri movimenti su questo tipo di terreno, è necessario rinunciare e tornare indietro.
Scala difficoltà sentieri MTB







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