Gemelli discesa 212 su Branzi (Il miglior giro della Bergamasca)
Preparatevi per un giro superlativo al quale non manca praticamente nulla: panorami, traversi in quota, laghi, passaggi esposti e una discesa finale lunghissima, tecnica e fisica. La traccia proposta ha circa 1.600 m D+ e richiede una buona preparazione. Non tanto per lunghi portage, che rimangono relativamente limitati, quanto per l'insieme di salita, tratti a spinta e soprattutto per la discesa finale sul CAI 212 verso Branzi, che va affrontata con ancora energie nelle braccia e nelle gambe.È un giro adatto anche all'E-MTB, mettendo però in conto circa 200 m complessivi di dislivello a spinta/portage.
Il 212 finale merita una precisazione fin da subito: è una discesa fantastica per chi ama il tecnico, ma lunga, continua e fisicamente impegnativa. Se affrontata stanchi o senza una buona padronanza dell'S3/S4 può trasformare gli ultimi 1.000 metri di dislivello in un calvario.
Isola di Fondra - Branzi - Carona
Si parte da Isola di Fondra e si comincia pedalando verso Branzi.
Il trasferimento permette di scaldare le gambe senza particolari difficoltà, passando anche nei pressi di una bella cascata prima di proseguire verso Carona.
Da Carona comincia la vera salita.
Si imbocca la classica strada carrabile cementata che risale la valle con pendenze importanti.
Con E-MTB è ben pedalabile, anche se alcuni tratti richiedono comunque una buona gamba e una gestione corretta dell'assistenza.
Con MTB muscolare la salita diventa naturalmente molto più impegnativa.
Si continua a guadagnare quota entrando nella bellissima vallata sopra Carona.

Verso il Calvi e deviazione per Sardegnana
Si prosegue in direzione del Rifugio Calvi, che può eventualmente rappresentare una tappa aggiuntiva.
In questa traccia non è però necessario raggiungerlo: considerando il dislivello e soprattutto quello che rimane da affrontare, ho preferito evitare di aggiungere altra salita.
Da qui preparate casco e protezioni perché il carattere del giro cambia completamente.
Dopo una breve discesa comincia un bellissimo collegamento in quota verso il Passo di Sardegnana.
Traverso e salita al Passo di Sardegnana
La prima parte è un bellissimo traverso quasi completamente pedalabile.
Non è un semplice trasferimento: ci sono continui piccoli passaggi tecnici che mantengono interessante la guida e obbligano a lavorare con la bici.
Successivamente bisogna scendere di sella.
Per raggiungere il Passo di Sardegnana ci sono circa 100 m D+ a spinta e in parte a spalla.
Non è un portage particolarmente difficile, ma con E-MTB il peso della bici si sente e va comunque messo in conto prima di partire.
Raggiunto il passo si torna finalmente in discesa.
Passo Sardegnana - Lago Sardegnana
Dal Passo di Sardegnana parte un bel trail che perde circa 150 metri di dislivello fino al lago.
È la prima vera anticipazione della seconda metà del giro e permette finalmente di tornare a guidare dopo il tratto a piedi.
Si raggiunge così il Lago di Sardegnana e si attraversa la diga.
Da qui comincia uno dei settori più particolari dell'intero itinerario.
Sentiero 213 ATTENZIONE ALL'ESPOSIZIONE
Superata la diga si imbocca il sentiero 213.
Qui consiglio di abbassare completamente la sella e aumentare nettamente l'attenzione.
Il sentiero è in buona parte ricavato direttamente sul costone della montagna e presenta un tratto molto panoramico ma anche fortemente esposto.
Sul lato a valle sono presenti sezioni protette da una fune metallica, ma non bisogna considerarla una garanzia sulla quale appendersi o fare affidamento: può presentare punti allentati e deve essere vista solamente come un ausilio.
Il sentiero è percorribile in bici da chi possiede sicurezza e controllo su questo tipo di terreno, ma un errore qui può avere conseguenze importanti.
Non è quindi il posto dove cercare il proprio limite tecnico.
Chi non si sente completamente tranquillo deve semplicemente scendere e procedere con bici a mano.
Il tratto maggiormente esposto dura indicativamente una quindicina di minuti; successivamente il sentiero torna molto più tranquillo e si può riprendere normalmente a pedalare.


Lago Marcio - Rifugio Laghi Gemelli
Terminato il traverso esposto rimangono alcuni metri a spinta prima di raggiungere la zona del Lago Marcio, caratterizzata da un ambiente roccioso molto particolare.
Si continua quindi su una breve salita tecnica verso il Rifugio Laghi Gemelli.
Qui conviene fermarsi, mangiare e bere qualcosa.
La parte fisicamente più dura del giro deve ancora arrivare.
Laghi Gemelli - Lago Colombo - Pian delle Casere
Dal Rifugio Laghi Gemelli si continua pedalando verso la diga del Lago Colombo.
Da questo punto praticamente finisce la salita della giornata.
Comincia una prima lunga discesa a mezzacosta verso Pian delle Casere.
È una sezione decisamente più accessibile rispetto a quello che arriverà dopo: prevalentemente S2 con alcuni passaggi S3.
Il sentiero permette di trovare ritmo e godersi l'ambiente senza richiedere continuamente manovre impegnative.
Ma arrivati a Pian delle Casere è bene sapere che il carattere della discesa cambia radicalmente.
CAI 212 ? circa 1.000 m D- di discesa tecnica
Da qui comincia il pezzo forte del giro: la lunga discesa sul CAI 212 verso Branzi.
Parliamo di circa 1.000 metri di dislivello negativo su un sentiero tecnico, roccioso e molto fisico.
La difficoltà è prevalentemente nell'ordine dell'S3+/S4.
Non bisogna però interpretare questa classificazione come qualche passaggio S4 sparso all'interno di una discesa semplice.
Il problema del 212 è soprattutto la continuità.
Roccia, gradoni, linee tecniche e passaggi fisici continuano per molto tempo e lasciano poco spazio per recuperare.
È una discesa che richiede gambe, braccia e concentrazione fino alla fine.
Se amate questo genere di sentieri è uno spettacolo.
Se invece siete già al limite sull'S3, oppure arrivate a Pian delle Casere senza più energie, rischia di diventare una successione di tratti fatti a piedi.
Il consiglio è quindi semplice: non valutate il 212 solamente sulla difficoltà del singolo passaggio. Valutate soprattutto se siete in grado di guidare S3 tecnico con numerosi settori S4 per quasi 1.000 metri di dislivello.
Il fondo è generalmente roccioso e stabile e, quando le condizioni sono buone, offre parecchio grip.
La discesa continua praticamente fino a riportarvi direttamente verso il fondovalle.

Alternativa: discesa Sirena
Chi arriva alla parte finale stanco oppure preferisce evitare la lunga sequenza tecnica del 212 può valutare la discesa del Sirena.
È un'alternativa da considerare già durante la pianificazione del giro, soprattutto se non si conosce il proprio livello su discese S3/S4 lunghe e fisiche.
Difficoltà: cosa aspettarsi realmente
Questo giro non presenta difficoltà estreme per tutta la giornata, ma contiene alcuni settori molto diversi fra loro che è importante conoscere.
Salita Carona: lunga e con pendenze importanti, ma sostanzialmente pedalabile.
Passo Sardegnana: circa 100 m D+ a spinta/portage.
Portage complessivo: indicativamente circa 200 m D+, considerando anche gli altri brevi tratti a piedi presenti lungo il giro.
Sentiero 213: tecnicamente gestibile, ma il problema è l'esposizione. Chi non è sicuro deve affrontare il settore con bici a mano.
Lago Colombo ? Pian delle Casere: prevalentemente S2 con alcuni passaggi S3.
CAI 212: S3+/S4, lungo e molto fisico. È la vera difficoltà tecnica del giro.
Chi possiede una buona esperienza All Mountain può quindi affrontare l'intero itinerario senza problemi particolari, ma deve arrivare al 212 con ancora abbastanza energie.
Scheda tecnica
Stile traccia: AM / cicloalpinismo leggero
Dislivello: circa 1.600 m D+
Durata MTB: circa 6 ore
MTB: Sì
E-MTB: Sì
Portage/spinta: circa 200 m D+ complessivi; alcuni tratti a spalla
Ciclabilità E-MTB: Elevata
Difficoltà salita: Impegnativa
Passo Sardegnana: circa 100 m D+ a spinta/portage
Sentiero 213: breve settore fortemente esposto e attrezzato; bici a mano consigliata a chi non è completamente sicuro
Lago Colombo ? Pian delle Casere: S2 con alcuni passaggi S3
CAI 212: S3+/S4, lungo, continuo e molto fisico
Difficoltà massima: S4
Esposizione: Sì, concentrata soprattutto sul 213 dopo la diga di Sardegnana
Drenaggio: Molto buono nelle condizioni in cui è stato percorso; affrontato anche il giorno successivo a forti piogge con buon grip
Punti acqua: partenza, zona Pagliari, Rifugio Laghi Gemelli e fondovalle
Impegno fisico: Alto
Impegno tecnico: Alto soprattutto sul 212
Alternativa al 212: discesa Sirena
Punto forte: itinerario completo e spettacolare, con traversi in quota, laghi e una delle discese tecniche più lunghe della zona
Scala difficoltà sentieri MTB







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