Pradella (versione estrema)
Questa è la variante più alpinistica e impegnativa del giro che collega Valgoglio alla Val Sanguigno passando dalla zona del Pradella. Rispetto all'altra traccia, che raggiunge la parte alta passando dalla zona di Aviasco, questo itinerario prosegue verso il Lago Zelt e affronta direttamente il versante del Pradella (2.626 m).
È importante chiarirlo subito: questa non è semplicemente una variante più faticosa. Nella parte alta si affrontano tratti esposti di una certa continuità, portage su terreno difficile e passaggi nei quali bisogna avere molta sicurezza nei movimenti anche mentre si trasporta la bici. Il sentiero raggiunge grado escursionistico T4, quindi un livello destinato a escursionisti molto esperti, e affrontarlo con una mountain bike in spalla aumenta ulteriormente l'impegno.
È un itinerario da prendere in considerazione solamente se non si teme l'esposizione, si è abituati a muoversi su terreno alpino impegnativo e si possiedono capacità di movimento quasi alpinistiche.
E-MTB fortemente sconsigliata: anche se il motore potrebbe permettere di pedalare alcuni tratti della salita sui pratoni, il vantaggio termina ben presto. Nei successivi passaggi esposti e nei punti dove la bici deve essere sollevata e fatta passare fra le rocce, peso e ingombro diventerebbero un serio problema. Per una E-MTB consiglio decisamente l'altra traccia attraverso Aviasco.
Si parte da Valgoglio, circa 960 m, affrontando inizialmente la salita su asfalto. Durante la salita è possibile sfruttare un breve taglio che evita una parte della strada e permette di risparmiare circa un quarto d'ora. Sono solamente una cinquantina di metri, ma molto ripidi, con fondo in cemento e pietre posate.
Si continua quindi sulla strada agrosilvopastorale sterrata, sempre con pendenze sostenute. Nella prima parte conviene non seguire esattamente la traccia GPS: è meglio rimanere ancora per un tratto sulla strada, guadagnando qualche metro pedalabile, e prendere il sentiero successivo. La traccia registrata taglia invece più direttamente, anticipando inutilmente il portage.
Terminata la strada comincia la parte a piedi. Si sale con la bici in spalla fino alla Capanna Lago Nero (1.945 m), dove è presente una fontana e quindi la possibilità di rifornirsi d'acqua, e successivamente al Lago Nero (2.013 m). Dal Lago Nero si continua ancora con la bici in spalla fino a intercettare il caratteristico tratto pianeggiante che segue la condotta: una fascia pavimentata larga circa 1-1,5 metri che attraversa il versante praticamente in quota.
Verso il Lago Zelt
Qui questo itinerario si separa dall'altra variante. Invece di deviare verso la zona di Aviasco, si continua lungo la condotta per poi prendere la direzione del Lago Zelt. La salita attraversa inizialmente ampi pendii erbosi, senza avere sempre un sentiero particolarmente evidente. Si procede quindi abbastanza liberamente sui pratoni, prevalentemente in portage.
Questo sarebbe paradossalmente uno dei settori dove una E-MTB potrebbe permettere di pedalare parecchio, ma il motivo per cui la sconsiglio su questo itinerario arriva nella parte successiva. Terminati i pendii erbosi, il terreno cambia e si prosegue su un sentiero dal fondo più ghiaioso, continuando a guadagnare quota fino a raccordarsi con il sentiero che sale verso il Pradella.
Traverso T4 sotto il Pradella
Da qui il carattere del giro cambia completamente. Si entra su un sentiero escursionistico di grado T4, quindi già destinato a escursionisti molto esperti quando percorso semplicemente a piedi. Affrontarlo trasportando una mountain bike richiede di conseguenza ancora maggiore attenzione, equilibrio e sicurezza nei movimenti.
Non si tratta di un singolo passaggio esposto. C'è un tratto significativo di traverso su versante molto esposto, con il vuoto sul lato sinistro e spazio limitato per muoversi con la bici. Lungo questo settore è presente una fune metallica, che offre un importante punto di appoggio e rende il passaggio più gestibile. La presenza della fune non deve però far sottovalutare il terreno: bisogna contemporaneamente gestire l'esposizione, trovare appoggi sicuri e controllare una mountain bike che inevitabilmente limita l'equilibrio e la libertà di movimento.
All'interno del traverso è presente inoltre un passaggio su roccia particolarmente scomodo da superare con la bici. In questo punto consiglio di essere almeno in due, in modo da affrontare il passaggio separatamente e potersi successivamente passare la MTB.
Per chi possiede esperienza e attrezzatura adeguate può avere senso valutare l'utilizzo di longe o materiale da ferrata per assicurarsi alla fune nei punti più delicati. Naturalmente questo presuppone di conoscere già il corretto utilizzo dell'attrezzatura e non sostituisce l'esperienza necessaria per muoversi su questo tipo di terreno.
Oltre il traverso: le difficoltà continuano
Superato il settore attrezzato, le difficoltà non sono ancora terminate. Bisogna continuare a piedi attraversando un altro tratto di terreno molto alpino e roccioso. In alcuni punti si passa fra grossi blocchi con spazi ridotti e la mountain bike deve essere sollevata molto in alto, quasi sopra la testa, per riuscire a farla passare.
Si incontra inoltre un gradone roccioso di circa due metri, da scendere arrampicando e gestendo la bicicletta con attenzione. Anche qui essere almeno in due facilita notevolmente le operazioni.
È quindi l'insieme dei due settori ? il traverso esposto attrezzato con fune metallica e il successivo attraversamento roccioso ? a rendere questa variante nettamente più impegnativa rispetto all'itinerario attraverso Aviasco. Solo una volta superata tutta questa parte ci si raccorda con l'altra traccia e si prosegue sul sentiero alto verso la zona del Lago Gelato (circa 2.417 m).
Discesa dal Lago Gelato S5
Da questo punto comincia la prima parte tecnicamente molto impegnativa della discesa. Il settore iniziale raggiunge difficoltà S5 e richiede capacità tecniche elevate. Non si tratta solamente di un singolo passaggio isolato: per un tratto la difficoltà rimane alta, anche se intervallata da sezioni molto belle da guidare.
È presente inoltre un punto non ciclabile nel quale bisogna calare la bici da un gradone di circa 1,5-2 metri. Raggiunta la zona del Lago Gelato bisogna prestare particolare attenzione a un bivio: non prendere il sentiero che scende direttamente verso la Val Sanguigno sulla destra, ma mantenere la sinistra seguendo la traccia.
Da qui il carattere della discesa cambia e la difficoltà diminuisce nettamente. Rimangono numerosi passaggi tecnici, indicativamente S3+/S4 con passaggi S4, ma il terreno diventa molto più giocabile e permette spesso di scegliere linee differenti.
È uno dei tratti più belli dell'itinerario. Il terreno presenta numerosi lastroni di granito con moltissimo grip e spesso nello stesso punto sono possibili interpretazioni diverse: si può cercare la linea più impegnativa passando direttamente sopra rocce e gradoni oppure semplificare il passaggio sfruttando il bordo del sentiero e le zone erbose. È quindi una discesa tecnica, ma anche molto creativa, dove spesso si può scegliere quanto complicarsi il passaggio.
Stagno della Corna e Val Sanguigno
Si continua in direzione dello Stagno della Corna. In questa parte il percorso non è ancora una discesa continua: sono presenti alcuni saliscendi e brevi risalite dove può essere necessario scendere dalla bici e spingere.
Superata la zona dello Stagno della Corna, la discesa diventa progressivamente più semplice. Man mano che si perde quota le difficoltà si riducono fino ad arrivare indicativamente a un S2, pur rimanendo qua e là qualche passaggio più tecnico che mantiene interessante la guida.
Entrati nella parte bassa della Val Sanguigno, il sentiero diventa decisamente più scorrevole e veloce, con rilanci e diversi passaggi tecnici sparsi. Dopo la severità della parte alta, qui finalmente si riesce a lasciare correre maggiormente la bici. Si raggiunge quindi il Rifugio Gianpace (1.331 m).
Discesa dal Gianpace S4
In questa traccia, raggiunto il Rifugio Gianpace, si sceglie la discesa sul lato destro, decisamente più tecnica rispetto all'alternativa sull'altro versante. Dopo la parte della Val Sanguigno dove le difficoltà erano progressivamente diminuite, qui il livello tecnico torna improvvisamente a salire.
Il sentiero presenta numerosi passaggi impegnativi, generalmente nell'ordine dell'S4, con alcuni passaggi che raggiungono S5. È quindi importante non considerare l'arrivo al Gianpace come la fine delle difficoltà tecniche: rimane ancora una discesa impegnativa, che richiede concentrazione e ottime capacità di guida.
- Alternativa più semplice: Dal Rifugio Gianpace è possibile scegliere la discesa sul lato sinistro, utilizzata nell'altra traccia. Anche questa presenta alcuni tratti ripidi e tecnici, ma è complessivamente più accessibile, scorrevole e veloce rispetto alla discesa sul lato destro.
In sintesi
Questa variante aggiunge al giro una vera componente alpinistica. La difficoltà non deriva solamente dalla quantità di portage: nella parte alta bisogna affrontare un sentiero T4, un tratto significativo di traverso esposto attrezzato con fune metallica e un successivo settore roccioso impegnativo da percorrere trasportando la bici.
È quindi un itinerario esclusivamente per biker che non temono l'esposizione, hanno grande sicurezza nel movimento su terreno alpino e sono abituati a gestire la MTB anche in situazioni dove servono equilibrio, forza e capacità di movimento quasi alpinistiche.
A questo si aggiunge una discesa complessivamente di livello molto elevato, con due settori distinti che raggiungono S5: il primo nella zona del Lago Gelato e il secondo nella discesa tecnica scelta dopo il Rifugio Gianpace. Tra questi due settori la lunga discesa attraverso la Val Sanguigno diventa progressivamente più semplice e scorrevole, creando un bel contrasto con le parti più severe del giro.
Per chi non è completamente a proprio agio con esposizione e portage su terreno T4, consiglio senza dubbi l'altra variante attraverso Aviasco.
Scheda tecnica
- Stile traccia: All Mountain / Technical / Adventure alpino
- MTB: Sì, solo biker molto esperti
- E-MTB: Fortemente sconsigliata
- Durata: Circa 8 h
- Portage: Molto elevato
- Difficoltà salita: Estrema ? T4, portage ed esposizione
- Difficoltà discesa: S4/S5, con tratti intermedi più semplici fino a S2
- Esposizione: Elevata nella zona del Pradella
- Fondo: Consigliato asciutto
- Acqua: Capanna Lago Nero, Rifugio Gianpace e ruscelli lungo la discesa
Scala difficoltà sentieri MTB







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