Pradella (versione normale)
Giro alpino decisamente inedito e particolare, che permette di collegare la zona di Valgoglio con il Lago Nero, i Laghi di Aviasco, la zona del Pradella e infine la Val Sanguigno, costruendo un itinerario piuttosto diretto e poco scontato. Non è un giro da sottovalutare: oltre alla difficoltà tecnica della discesa, sono presenti diversi tratti di portage, terreno alpino e alcuni brevi passaggi nei quali trasportare una e-bike può risultare molto impegnativo. È quindi un itinerario rivolto a chi ha già esperienza con questo genere di uscite. Si parte da Valgoglio, circa 960 m, salendo inizialmente su asfalto. A un certo punto si lascia la strada principale sfruttando un taglio che permette di accorciare sensibilmente la salita, risparmiando circa un quarto d'ora. Il tratto è molto breve, una cinquantina di metri, ma decisamente ripido, con fondo in cemento e pietre posate. Terminato il taglio si entra sulla strada agrosilvopastorale, questa volta sterrata, che continua a salire con pendenze sostenute.
Nota sulla traccia GPS: Nella prima parte della salita in emtb conviene non seguire alla lettera la traccia registrata, ma proseguire ancora per un tratto sulla strada, in modo da guadagnare qualche metro di quota pedalabile, e imboccare il sentiero successivo. La traccia sale invece più direttamente, obbligando a iniziare prima il portage senza un reale vantaggio.
In MTB invece il vantaggio è di salire su un sentiero con fondo meno sdrucciolevole e quindi più facile da camminare
Una volta terminata la parte pedalabile comincia il vero tratto alpino: da qui si mette la bici in spalla e si prosegue lungo il sentiero. Si raggiunge la Capanna Lago Nero (1.945 m), dove è presente una fontana e quindi la possibilità di rifornirsi d'acqua, e poco sopra il Lago Nero (2.013 m). Dal Lago Nero si continua ancora con la bici in spalla fino a intercettare il caratteristico tratto pianeggiante che segue la condotta. Si tratta praticamente di una fascia pavimentata larga circa 1-1,5 metri che attraversa il versante mantenendo sostanzialmente la quota. Si percorre la condotta e successivamente si devia a destra sul sentiero che sale verso il Pradella. Questo tratto non presenta particolari problemi per chi è abituato a muoversi con la bici in ambiente alpino. Ci sono un paio di passaggi leggermente più scomodi, ma con una MTB rimangono abbastanza gestibili; con una e-bike diventano naturalmente più faticosi a causa del peso. Superata la salita si affronta un breve tratto di discesa abbastanza scorrevole che porta alle spalle del Lago di Aviasco (2.070 m), nella zona dei Cinque Laghi.
Alternative nella zona dei Cinque Laghi
Da questa zona esistono diverse possibilità:
- Percorso classico: Chi vuole evitare il passaggio più diretto proposto dalla traccia può seguire il percorso classico che attraversa in parte i Cinque Laghi. È un itinerario più evidente, caratterizzato da diversi saliscendi, che conduce comunque nella stessa zona.
- Linea diretta (traccia principale): La traccia proposta sceglie una linea più diretta verso la zona alta di Aviasco. Qui non esiste sempre un vero sentiero ben definito: ci si muove prevalentemente attraverso ampi pendii erbosi e pratoni, sui quali è possibile scegliere abbastanza liberamente la linea di salita. Questa soluzione permette soprattutto di accorciare il giro e, in particolare con una e-bike, può risultare più pratica rispetto al classico sentiero che sale più a destra verso il Passo di Aviasco.
- Variante Pradella Lago Zelt: Per chi vuole complicarsi ulteriormente la vita, è possibile abbandonare questa soluzione e salire direttamente verso il Monte Pradella (2.626 m). In questo caso consiglio di seguire l'altra traccia che passa dal Lago Zelt. Si tratta però di un itinerario decisamente più complesso e impegnativo rispetto a quello qui descritto: prima di affrontarlo consiglio di leggere attentamente la relativa descrizione, soprattutto per capire bene cosa aspettarsi nei tratti più difficili e di portage.
Traverso alto
Continuando invece sull'itinerario principale, raggiunta la zona alta di Aviasco comincia probabilmente il tratto più scomodo della salita.
Si affronta inizialmente un traverso con poco dislivello, ma su terreno decisamente più alpino. Una parte si sviluppa attraverso grossi blocchi di roccia, generalmente abbastanza stabili, sui quali bisogna camminare portando la bici e scegliendo con attenzione dove mettere i piedi. Con una MTB muscolare il tratto è scomodo ma abbastanza gestibile per chi è abituato al portage. Con una e-bike il peso rende invece l'attraversamento sensibilmente più impegnativo.
La parte peggiore è fortunatamente molto breve: gli ultimi 20-30 metri sono piuttosto verticali e presentano fondo smosso. Con una e-bike questo passaggio può risultare veramente impegnativo. Superati questi pochi metri, però, le difficoltà principali della salita sono praticamente terminate.
Da questa zona è eventualmente possibile lasciare la bici e raggiungere a piedi alcune delle cime circostanti. Per la Cima Orientale di Valsanguigno bisogna considerare almeno un'ora aggiuntiva fra andata e ritorno. Un'altra possibilità è raggiungere la cima del Pradella (2.626 m). In entrambi i casi non conviene portare la bici in vetta, perché non si guadagna nulla dal punto di vista ciclistico.
Si prosegue quindi raccordandosi con il sentiero alto che passa sopra il Lago Gelato (circa 2.417 m).
Discesa dal Lago Gelato S5
Da questo punto comincia la parte tecnicamente più impegnativa dell'intero giro.
Il primo settore della discesa raggiunge difficoltà S5 e richiede capacità tecniche elevate. Non si tratta semplicemente di un singolo passaggio isolato: per un tratto la difficoltà rimane alta, anche se intervallata da sezioni molto belle da guidare.
È presente inoltre un punto non ciclabile nel quale bisogna calare la bici da un gradone di circa 1,5-2 metri. Con una MTB leggera, utilizzando la tecnica corretta, la bici può essere movimentata abbastanza bene. Con una e-bike la situazione cambia parecchio: per questo motivo è consigliabile affrontare il giro almeno in due, in modo da potersi aiutare nei pochi punti dove il peso della bici diventa realmente un problema.
Raggiunta la zona del Lago Gelato bisogna prestare particolare attenzione a un bivio: non prendere il sentiero che scende direttamente verso la Val Sanguigno sulla destra, ma mantenere la sinistra seguendo la traccia.
Da qui il carattere della discesa cambia e la difficoltà diminuisce nettamente. Rimangono numerosi passaggi tecnici, indicativamente S3+/S4 con passaggi S4, ma il terreno diventa molto più giocabile e permette spesso di scegliere linee differenti.
È uno dei tratti più belli dell'itinerario. Il terreno presenta numerosi lastroni di granito con moltissimo grip e spesso nello stesso punto sono possibili interpretazioni diverse: si può cercare la linea più impegnativa passando direttamente sopra rocce e gradoni oppure semplificare il passaggio sfruttando il bordo del sentiero e le zone erbose. È quindi una discesa tecnica, ma anche molto creativa, dove più che seguire obbligatoriamente un'unica linea si può spesso scegliere quanto complicarsi il passaggio.
Stagno della Corna e Val Sanguigno
Si continua quindi in direzione dello Stagno della Corna. In questa parte il percorso non è ancora una discesa continua: sono presenti alcuni saliscendi e brevi risalite dove può essere necessario scendere dalla bici e spingere.
Superata la zona dello Stagno della Corna, la tendenza cambia definitivamente e la discesa diventa progressivamente più semplice. Man mano che si perde quota le difficoltà si riducono fino ad arrivare indicativamente a un S2, pur rimanendo qua e là qualche passaggio più tecnico che mantiene interessante la guida.
Entrati nella parte bassa della Val Sanguigno, il sentiero diventa decisamente più scorrevole e veloce, con rilanci e diversi passaggi tecnici sparsi. Dopo la severità della parte alta, qui finalmente si riesce a lasciare correre maggiormente la bici.
Si raggiunge infine il Rifugio Gianpace (1.331 m). Dal rifugio rimangono due possibilità per concludere la discesa:
- Lato destro: Il percorso sul lato destro del torrente mantiene un carattere più tecnico.
- Lato sinistro: Il percorso sul lato sinistro è più accessibile e scorrevole. Conserva comunque alcuni tratti ripidi e tecnici, ma nel complesso permette una guida più veloce fino alla conclusione del giro.
In sintesi
È un vero giro di mountain bike alpina, nel quale bisogna mettere in conto non soltanto la difficoltà della discesa, ma anche parecchio portage, attraversamenti su terreno roccioso, qualche tratto fuori da sentieri particolarmente evidenti e brevi passaggi nei quali bisogna saper movimentare la bici.
Con una e-bike il giro rimane possibile, ma alcuni punti della parte alta diventano sensibilmente più impegnativi a causa del peso. In particolare vanno tenuti presenti il breve tratto ripido e smosso alla fine del traverso e il gradone presente nella prima parte della discesa.
Anche la difficoltà in discesa non va sottostimata: il tratto iniziale sopra il Lago Gelato arriva a S5, mentre successivamente si passa a un lungo settore S3+/S4 e infine a difficoltà progressivamente inferiori scendendo in Val Sanguigno.
È proprio questa varietà a caratterizzare il giro: una lunga salita fino all'ambiente di alta montagna, una parte centrale severa e tecnica e infine una discesa che, perdendo quota, diventa progressivamente più veloce e scorrevole.
Scheda tecnica
- Stile traccia: All Mountain / Technical / Adventure
- Voto personale: Panorami 8/10 ? Discesa 8/10
- MTB: Sì
- E-MTB: Non consigliata, ma possibile con esperienza
- Durata: Circa 8 h
- Portage: Circa 1.000 m D+ in MTB; con E-MTB dipende da motore e capacità del rider
- Difficoltà salita: Molto impegnativa
- Difficoltà discesa: S4, con tratto S5 nella parte alta e parte finale più flow fino a S2
- Esposizione: Generalmente contenuta; attenzione ad alcuni tratti molto ripidi
- Fondo: Meglio con roccia asciutta
- Acqua: Capanna Lago Nero, Rifugio Gianpace e vari ruscelli lungo la discesa
Nota difficoltà: Il grado S4 indica la difficoltà generale e non quella massima. La prima parte della discesa dal Lago Gelato presenta passaggi S5 e un punto non ciclabile dove è necessario calare la bici. Il giro non va quindi valutato come un normale itinerario S3+/S4.
Scala difficoltà sentieri MTB







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