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Italia - Lombardia, BG
21/09/2026 21:49:16

Ol Simal salendo dal Brunone

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Key Takeaways / Scheda Tecnica

Disciplina:
Mountain Bike (MTB)
Percorso:
Ol Simal salendo dal Brunone
Località:
Italia - Lombardia, BG
Distanza:
18,50 km
Dislivello Positivo:
+2 300 mt (Quota Min: 787m - Max: 2640m)
Difficoltà Tecnica:
5/5
Valutazione Panorami:
5/5
Formato Traccia:
GPX Download disponibile
Autore
ValeBG
(181)
Zona
Italia - Lombardia, BG
Km
18,50 km
Durata
03:36:44
Dislivello
+2 300 mt (787 - 2640)
Difficoltà itinerario
Panorami
Aggiornato al
22/09/2026 09:27:13
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Descrizione

Questa è probabilmente una delle tracce più estreme tra quelle proposte, non tanto per il solo livello tecnico della discesa, quanto per quello che bisogna fare per riuscire a raggiungerla. Il giro sviluppa circa 2.200 m di dislivello positivo e la cosa fondamentale da sapere è molto semplice: la salita si fa praticamente tutta a piedi. Qualche breve tratto pedalabile esiste, soprattutto nella parte iniziale, ma è meglio partire con l'idea di una lunga giornata di portage piuttosto che cercare continuamente di capire quando si potrà tornare in sella. È un itinerario per chi considera il trasporto della bici parte integrante della mountain bike alpina e accetta di faticare parecchio per raggiungere una discesa veramente fuori dal comune. E-MTB assolutamente sconsigliata: in questo caso il peso aggiuntivo non porta praticamente alcun vantaggio e diventa invece un grosso problema durante la lunghissima salita, sui tratti più impervi e soprattutto nei punti dove la bici deve essere sollevata o calata. È quindi un giro da affrontare esclusivamente con MTB muscolare e solamente sapendo bene a cosa si sta andando incontro.


Partenza da Fiume Nero

La traccia parte dalla zona di Fiume Nero e comincia praticamente subito a salire. Nei primi 200-300 metri di dislivello esistono alcuni tratti potenzialmente pedalabili, ma le pendenze sono già importanti e si affrontano praticamente a freddo. Alla fine si rischia di spendere molte energie per rimanere in sella pochi minuti. Una soluzione interessante potrebbe essere quella di anticipare leggermente il punto di partenza, aggiungendo qualche chilometro facile per scaldare le gambe. In questo modo le prime rampe potrebbero diventare più realisticamente pedalabili. In ogni caso cambia poco la filosofia generale del giro: terminata questa prima parte, bisogna mettere la bici in spalla e prepararsi a una salita molto lunga.


Salita al Rifugio Brunone

Si segue il sentiero che sale verso il Rifugio Brunone, guadagnando progressivamente quota in un ambiente sempre più alpino. La ciclabilità è estremamente ridotta. Alcuni brevissimi settori possono permettere di risalire in sella, altri possono essere affrontati spingendo, ma per buona parte della salita la soluzione più efficace rimane il portage con la bici in spalla. È una salita da affrontare con pazienza, trovando un ritmo regolare e senza farsi illusioni sulla quantità di terreno che si riuscirà a pedalare. Raggiunto il Rifugio Brunone si può finalmente recuperare un po'. Dal rifugio è presente anche un breve tratto abbastanza piacevole e pedalabile, quasi un piccolo intervallo prima che il giro torni a mostrare il suo vero carattere.


Dal Brunone verso Ol Simal

Passato il breve tratto più semplice, comincia probabilmente la parte più impegnativa dell'avvicinamento. Il percorso dal Brunone verso Ol Simal diventa decisamente impervio. Ci sono settori molto ripidi, a tratti quasi verticali, alternati ad altri dove il problema principale è il fondo estremamente sdrucciolevole. Con una mountain bike sulle spalle bisogna muoversi con attenzione, scegliendo bene gli appoggi e mantenendo sempre il controllo della bici. Non è più solamente una questione di resistenza fisica: serve essere abituati a muoversi in ambiente alpino trasportando una MTB. Superata la parte più ripida, il percorso continua con diversi saliscendi. Anche qui la ciclabilità rimane praticamente nulla e si procede prevalentemente in portage. Avvicinandosi a Ol Simal si incontra inoltre un breve settore particolarmente scomodo, soprattutto se affrontato da soli. Sono presenti un paio di gradoni nei quali è necessario calare la bici, operazione che richiede attenzione e una buona capacità di movimentarla. Essere almeno in due rende questi passaggi decisamente più semplici. Superato anche questo settore si raggiunge finalmente la zona di Ol Simal. A questo punto, dopo una quantità enorme di bici portata sulle spalle, può finalmente iniziare la discesa.


I primi 300 metri: freeride alpino

La prima parte è probabilmente uno dei motivi principali per affrontare un giro del genere. I primi circa 300 metri di dislivello sono spettacolari e hanno quasi il carattere di un piccolo freeride naturale d'alta montagna. Il terreno è aperto e permette spesso di interpretare liberamente la discesa, scegliendo la propria linea fra rocce, gradoni e terreno naturale. Nello stesso settore è spesso possibile trovare una linea relativamente semplice oppure andare deliberatamente a cercare passaggi molto più impegnativi. È una guida completamente diversa dal classico single track obbligato: si guarda il terreno davanti a sé e si decide dove passare. Naturalmente rimane un ambiente alpino e va interpretato con criterio, ma per chi ama questo tipo di guida è probabilmente uno dei settori più belli dell'intero itinerario.


Discesa alta verso il Lago d'Avert S5

Proseguendo verso il Lago d'Avert, il percorso assume un carattere più definito ma rimane estremamente tecnico. La difficoltà generale della parte alta può essere considerata un S5, intervallato da passaggi S4. Il livello rimane quindi molto elevato e non si tratta semplicemente di qualche ostacolo isolato. Pendenze, rocce, gradoni e terreno alpino richiedono ottima tecnica e capacità di leggere continuamente la linea. Sono presenti anche alcuni tratti esposti, dove bisogna saper valutare senza esitazioni se il passaggio è nelle proprie possibilità oppure se è meglio scendere dalla bici. Si continua così fino a raggiungere il Lago d'Avert.


Dal Lago d'Avert S3/S4

Superato il lago, la difficoltà diminuisce. Da qui il sentiero diventa indicativamente S3/S4 e, dopo la severità della parte superiore, permette finalmente di guidare con maggiore continuità. Rimangono naturalmente diversi passaggi tecnici e il terreno mantiene un carattere pienamente alpino, ma la discesa diventa meno estrema e più scorrevole. È una lunga sezione dove si riesce finalmente a concatenare maggiormente le curve e i passaggi senza essere continuamente costretti a fermarsi per leggere il terreno. Si continua a perdere quota fino a raggiungere la zona degli impianti/centrali ENEL.


Discesa dalle centrali ENEL S4/S5

Qui la difficoltà torna improvvisamente a salire. La prima parte del sentiero è molto ripida e verticale, con difficoltà generalmente da S4 pieno e alcuni passaggi che raggiungono nuovamente S5. È un altro settore dove serve molto controllo della bici, soprattutto nelle sezioni più ripide. Scendendo progressivamente verso quota 1.400-1.500 m, il carattere del sentiero cambia nuovamente e le difficoltà cominciano gradualmente a diminuire. La guida diventa più continua e scorrevole e ci si lascia finalmente alle spalle le difficoltà maggiori della giornata.


Stalle Redorta e parte finale

Si prosegue quindi in direzione di Stalle Redorta. Da qui rimane l'ultima parte della discesa, che purtroppo è anche quella meno convincente dell'intero itinerario. Allo stato del sentiero nel 2026, questo settore non risulta particolarmente ben mantenuto. La vegetazione e le condizioni del tracciato interrompono maggiormente la guida e rendono la discesa meno godibile rispetto alle parti precedenti. Non è necessariamente il settore più difficile del giro, ma dopo una parte alta di livello eccezionale lascia inevitabilmente un po' di amaro in bocca. Le condizioni possono naturalmente cambiare nel tempo e questo tratto andrà rivalutato in base alla manutenzione futura del sentiero.


In sintesi

Questo non è un giro da scegliere semplicemente perché si cerca una discesa difficile. Bisogna prima essere disposti ad affrontare circa 2.200 m D+ in una giornata dove la ciclabilità in salita è praticamente nulla. Dal Rifugio Brunone in avanti il terreno diventa inoltre molto più impervio e richiede non solamente resistenza fisica, ma anche sicurezza nel movimento su terreno alpino con una mountain bike sulle spalle. In alcuni punti la bici deve essere addirittura calata per superare dei gradoni. Il premio arriva dalla zona di Ol Simal. I primi 300 metri della discesa sono uno spettacolare terreno aperto, quasi da freeride naturale, dove è possibile interpretare liberamente le linee e scegliere quanto complicarsi la vita. Da lì comincia una lunghissima discesa che alterna caratteri molto differenti: S5 nella parte alta verso il Lago d'Avert, S3/S4 successivamente e nuovamente S4/S5 nella ripida discesa dalle centrali ENEL, prima di diventare progressivamente più scorrevole perdendo quota. Il finale da Stalle Redorta è attualmente meno godibile a causa delle condizioni del sentiero, ma non cambia il carattere complessivo dell'itinerario. È una traccia estrema per quantità di portage, ambiente e livello tecnico, destinata a una nicchia molto precisa di biker: chi è disposto a portare la bici per ore pur di raggiungere una discesa alpina difficilmente paragonabile ai percorsi più classici. Chi parte deve farlo mettendosi fin dall'inizio il cuore in pace: la bici si porta praticamente per tutta la salita.


Scheda tecnica


  • Stile traccia: All Mountain / Extreme / Adventure alpino
  • MTB: Sì, esclusivamente per biker molto esperti
  • E-MTB: Assolutamente sconsigliata
  • Dislivello: Circa 2.200 m D+
  • Portage: Estremo ? quasi tutta la salita
  • Difficoltà salita: Estrema per durata e portage
  • Difficoltà discesa: S4/S5, con lunghi settori S5
  • Esposizione: Presente in diversi tratti
  • Fondo: Fortemente consigliato asciutto
  • Periodo traccia: Condizioni descritte nel 2026


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