Dal Passo Campolongo ad Alleghe
Dal Campolongo ad Alleghe: una traversata MTB tra Sella, Padon e Valle Agordina. Una traversata spettacolare, quasi interamente off-road, che dal Passo Campolongo conduce fino ad Alleghe attraversando alcuni degli scenari più suggestivi delle Dolomiti. L'asfalto è praticamente assente, appena qualche decina di metri su stradelli secondari, mentre il percorso offre una sorprendente varietà di terreni e stili di guida: pistino, trail naturale, Alpin Bike, passaggi tecnici e divertenti sezioni free ride, il tutto accompagnato da panorami di prim'ordine. Fatta con Ebike.
Si parte dal Passo Campolongo affrontando subito la dura salita su sterrato che conduce al Rifugio Bec de Roces. Qui inizia uno dei tratti più divertenti della traversata, inserito nel percorso MTB Sellaronda e capace di rappresentare un ottimo compromesso tra il classico pistino e il trail naturale. La prima parte è decisamente flow, con tornantini e curve dotate di sponde perfettamente raccordate che permettono di lasciar correre la bici con grande fluidità (S1). Più in basso il terreno cambia progressivamente carattere: arrivano roccette e gradini, con una difficoltà che sale fino a S2, ma senza perdere quella piacevole scorrevolezza che rende il segmento particolarmente divertente. Si arriva così al Rifugio Plan Boè. Una raccomandazione importante: questo tratto e quello successivo sono condivisi tra bikers ed escursionisti. La presenza di pedoni può essere significativa, quindi è indispensabile moderare la velocità e dare sempre la precedenza agli escursionisti quando necessario.
Il trail continua con un'impronta decisamente flow, intervallata da alcuni passaggi tecnici che non superano il livello S2, fino ad Arabba. Qui cambia completamente lo scenario e inizia la lunga risalita verso il Passo Pordoi, inizialmente su una bella forestale dalla pendenza graduale. Dopo Pont de Vauz il percorso si fa più impegnativo: compaiono alcuni strappi e la forestale lascia spazio a un single track più tecnico. Si segue il sentiero in salita verso l'Albergo Lezuo e, una volta attraversata la strada, si imbocca il panoramico sentiero 680. Un susseguirsi di saliscendi conduce allo sterrato diretto verso Porta Vescovo. È un tratto altamente pedalabile, circa il 98%, con soltanto alcuni attraversamenti di canaloni e un paio di strappi da affrontare a spinta. Una sezione quindi piacevole da pedalare, impreziosita da una vista spettacolare sul gruppo del Sella.
Raggiunto lo sterrato, la salita verso Porta Vescovo entra nel vivo. Nella parte finale la pendenza diventa decisamente tosta, ma il fondo rimane ottimo e permette di mantenere una buona pedalabilità. La fatica viene ampiamente ripagata una volta raggiunta la quota: da Porta Vescovo il panorama è semplicemente grandioso, con una visuale a 360° che abbraccia Marmolada, Sella e le grandi cime dolomitiche. È il momento di cambiare registro. Da qui prende il via il tratto di Alpin Bike sul sentiero verso il Rifugio Passo Padon. Il primo segmento è un traverso in salita seguito dallo scollinamento e da una lunga discesa. La difficoltà si colloca generalmente tra S1 e S2, con alcuni passaggi S3 e brevi sezioni esposte sulla destra. Serve quindi attenzione e guida sicura, ma quando il terreno lo consente il trail regala un ottimo flow. La seconda parte assume invece un carattere più trialistico: roccette e passaggi tecnici richiedono maggiore precisione nella scelta della linea, anche se quasi sempre è possibile individuare il tracciato più pedalabile (S2).
Dopo un paio di brevi risalite da affrontare a spinta si raggiunge finalmente il Padon. Il sentiero prosegue quindi sul 636 fino allo scollinamento di Bech de Agnarence. Il fondo rimane scorrevole, ma l'esposizione sulla destra impone la massima cautela. È presente anche un breve tratto in salita su roccette da affrontare a spinta. Superato lo scollinamento, inizia la discesa nella vallata Davedin. Il primo tratto attraversa gli alpeggi su un single track dal fondo variabile, tra terra, erba e sasso smosso. Più avanti il terreno diventa prevalentemente terroso e la difficoltà si attesta intorno a S2. Arrivati al Passo delle Crepe Rosse si mantiene il sentiero 636. Esiste la possibilità di prendere a sinistra il 635, ma la ciclabilità non è ottimale a causa del fondo piuttosto scavato.
Si continua quindi in costa, immersi in un ambiente decisamente alpino, fino a prendere sulla sinistra un sentiero inizialmente erboso che si trasforma poi in una mulattiera diretta verso i Tabià a valle, dove ci si ricongiunge con il 635. La successiva forestale segue la vallata e il fondo migliora sensibilmente avvicinandosi alla Malga Laste. Ed è qui che arriva una delle chicche dell'itinerario. Bisogna abbandonare la traccia principale per imboccare un single track non segnato: indispensabile seguire la traccia GPS. Inizia una splendida sezione di free ride (purtroppo breve), con un ripidone iniziale che lascia subito spazio a un sentiero su erba semplicemente spettacolare. Le curve, modellate dalle sponde naturali del terreno, permettono di giocare con la bici e regalano un flow davvero appagante. Si torna quindi sullo sterrato, si supera il Rifugio Migon e si prende il sentiero sulla destra verso Ronc. Da qui un altro vecchio sentiero accompagna la discesa verso la Valle Agordina. Particolarmente suggestivo il tratto fino a Col de Pioge, che corre ai piedi della parete rocciosa sotto Pian de Fesura.
Si tiene quindi la destra, seguendo un single track che poco dopo si trasforma in un sentiero più largo. Una breve salita precede l1arrivo a Rocca Pietore. Da qui la traversata prosegue sfruttando una serie di vecchi sentieri che portano prima a Saviner e quindi a Caprile. Gli ultimi chilometri regalano un finale decisamente più rilassato: si imbocca la bella ciclabile lungo il Cordevole, con la suggestiva vista del Civetta nella sua maestosità, che segue il corso della valle accompagnando fino ad Alleghe, dove si conclude questa lunga e spettacolare traversata. Un itinerario completo e molto vario, capace di concentrare in un'unica giornata tutto il repertorio della MTB dolomitica: grandi salite, trail flow, passaggi tecnici, Alpin Bike, free ride e, soprattutto, panorami che difficilmente si dimenticano.

Scala difficoltà sentieri MTB







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