Sotto i Dents du Midi, Champery
Ovvero l'altra faccia di Champery, località nota per la sua pista di coppa del mondo di DH e per far parte del comprensorio Portes du Soleil. Ebbene, questo giro si sviluppa sul versante opposto della valle rispetto agli impianti, sotto il maestoso massiccio del Dents du Midi. Partiamo dal centro di Champery, attraversiamo la ferrovia e scendiamo fino al torrente. Ad un certo punto la stradina diventa un sentiero con un paio di punti tecnici. Sbuchiamo di nuovo su una stradina, dove comincia la nostra lunga salita fin sotto il Signal de soi. Prima su afalto fra bucoliche case nei prati...

..e poi su una strada sterrata dalla pendenza costante e piacevole.

Usciti dal bosco vediamo i Dents du Midi e il sentiero che ci aspetta sui suoi ripidi pendii.

Niente paura, è meno peggio di quel che sembra da lontano, perché è quasi tutto ciclabile ed esposto a tratti sulla nostra destra, ma niente di pericoloso.

Attraversiamo diversi ruscelli che provengono dai nevai e ghiacciai sopra di noi e da cui si può bere senza problemi, e dunque anche riempire la borraccia. Alcuni tratti saranno da fare a spinta perché sono ripidi.

In generale il sentiero è pedalabile al 90% e super spettacolare.

I pedoni che ho incontrato il 10 agosto 2026 sono stati tutti estremamente gentili e alcuni si sono prestati per scattarmi una foto. Arriviamo così al lago d'Anteme inferiore, che merita assolutamente una pausa per il suo panorama verso l'imponente parete dei Dents du Midi. Una specie di anfitetatro naturale.

Il sentiero ora diventa una sorta di autostrada fino all'incrocio con una sterrata, il motivo lo scopro ben presto.

Rilassatevi un po' su di esso, perché dura poco. Infatti attraversiamo la strada sterrata e continuiamo a seguire il sentiero, che ora torna ad essere un trail alpino con diversi saliscendi non sempre pedalabili e una bella dose di curve strette e scassate in discesa (S2). L'ambiente è fenomenale, attraversiamo anche un ponte tibetano su quello che è il torrente che porta l'acqua di scioglimento dei ghiacciai che fra un po' potremo vedere.



Segue un tratto a spinta di circa 100 metri di dislivello, prima di arrivare al rifugio Bonaveau, dove improvvisamente troviamo un bel po' di gente.

Il motivo è presto spiegato: il sentiero, tornato ad essere largo e spianato, porta in breve ad un parcheggio. Da qui prenderemo tutti i tagli della strada, su un sentiero con tante pietre smosse e tanti tornantini mai veramente stretti (S2). In questo modo arriviamo in fondovalle, dove seguiamo la strada che ci riporterà a Champery.
Per vedere i ghiacciai, basta che vi voltiate all'indietro presso il rifugio Bonaveau.

Scala difficoltà sentieri MTB







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