Creste del Gran Sasso
Una grande traversata cicloalpinistica d'alta quota nel cuore del Gran Sasso, dalla vastità lunare di Campo Imperatore alle creste aeree del Cefalone e delle Malecoste, fino alle montagne più solitarie di Camarda, Ienca e San Franco. Un itinerario estremamente panoramico, tecnico e fisicamente impegnativo, che attraversa alcuni degli ambienti più spettacolari dell'Appennino centrale. La lunga traversata in quota collega alcune delle cime più panoramiche della dorsale occidentale, alternando tratti pedalabili, lunghe sezioni di bici a spalla su tratti esposti e passaggi tecnici in ambiente alpino.
Partendo da Campo Imperatore (oltre 2.100 metri), dove si giunge tramite la comoda funivia da Fonte Cerreto, il percorso entra immediatamente nell'atmosfera unica del cosiddetto "Piccolo Tibet d'Abruzzo", con gli immensi spazi aperti dell'altopiano e la sagoma del Corno Grande sempre sullo sfondo. Il primo tratto, alterna sezioni in sella ad altre a spinta fino al Valico della Portella, storico passaggio che mette in comunicazione il versante aquilano con la Val Maone e il teramano. Da qui si apre uno dei panorami più celebri del Gran Sasso: il Corno Grande e il Corno Piccolo dominano l'orizzonte con le loro pareti calcaree.
Dal valico si prosegue verso il Pizzo Cefalone (2.533 metri), la massima elevazione della dorsale occidentale del Gran Sasso. La salita diventa decisamente più impegnativa e richiede spesso di spingere o portare in spalla la bici nei tratti più ripidi e rocciosi. La vetta offre una vista eccezionale su tutte le vette principali dell'Appennino Centrale.
Dalla cima si scende di circa 70 metri per riprendere un sentiero molto esposto e tecnico da fare tutto portando la bici, percorrendo la spettacolare Cresta delle Malecoste, una delle zone più panoramiche dell'intero massiccio fino a Cima Giovanni Paolo II.Superata la Cima la traversata continua su crinali molto spettacolari dove si riesce a stare in sella per gran parte della dorsale fino a puntare al Pizzo di Camarda (circa 2.330 metri), altra cima simbolo zona.
La salita al Pizzo di Camarda è molto impegnativa e anche questa richiede qualche centinaio di metri di bici a spalla mai estremo. L'ambiente è più selvaggio e meno frequentato rispetto alla zona del Cefalone. La discesa dal Pizzo di Camarda è molto semplice, non presenta particolari difficoltà fino a raggiungere il Lago di Camarda, frequentato da mandrie di cavalli e bovini al pascolo. Dal lago si sale su crinale tutto pedalabile in e-bike al Monte Ienca (2.208 metri), montagna particolarmente nota perché amata da Papa Giovanni Paolo II durante le sue visite in Abruzzo.
L'ultima parte dell'itinerario scende dallo Ienca tramite un freeride abbastanza semplice e superato il Passo del Belvedere si risale, su salita pedalabile all'80%, al Monte San Franco (2.135 metri), estrema elevazione della traversata. Da qui inizia la lunga e appagante discesa verso valle, su sentiero CAI mai difficile e passando dalla cappella e sorgente di San Franco che ci disseta dopo una così lunga traversata (da fare attenzione in quanto non è dichiarata potabile). Arrivati all'incrocio della statale si prosegue per Vasto e l'omonima valle che attraverso un bel sentiero immerso nel bosco e che scorre lungo il torrente ci riporta ad Assergi.










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