Civettaronda trail
Partenza da Agordo (vari parcheggi liberi disponibili all'accesso del paese), i primi 19km di avvicinamento fino ad Alleghe sono facili e scorrevoli, tra ciclabili, e strade secondarie il più possibile lontano dal traffico, con un unico appunto importante: attualmente la deviazione lungo il Cordevole dall'abitato di Cencenighe risulta sbarrata per una piccola frana; tuttavia il tracciato è -per una mtb/gravel- assolutamente ben messo e praticabile e permette di evitare la trafficata strada regionale 203.
Ad Alleghe comincia la vera prima salita verso i Piani di Pezzè, su asfalto a media pendenza (5km x 500 metri). Dagli impianti di risalita (quota 1480 metri), se le precedenti versioni del Civettaronda proponevano di percorrere l'ardua salita sulla destra (dalle pendenze elevate ai limiti dell'equilibrio) qui si tiene subito la sinistra salendo molto più agevolmente su una forestale a tornanti, dove solo la parte finale presenta un paio di rampe molto più ripide. Al successivo bivio si tiene la destra per affrontare un bellissimo trail nel bosco (piccolo cartello all'ingresso), in leggera salita, tra radici e brevi rilanci.
Si arriva quindi a Forcella d'Alleghe (1820 metri), sosta acqua alla fontana di malga Pioda, poi breve tratto di discesa su ghiaia per proseguire nel ripido ma scorrevole Wild Trail, discesa da bike-park immersa nel bosco. La successiva salita viene affrontata sulla forestale di servizio delle piste da sci, con tratti anche molto pendenti ma pedalabili in punta di sella, lambendo Col dei Crep (vista eccezionale sul Pelmo!) e il rifugio Su'n Paradis (NB: trovato, ad inizio agosto 2026, chiuso per lavori nelle aree adiacenti). Arrivati al GPM a 1850 metri si affronta ora una discesa inizialmente su ciottolato, poi su asfalto a forte pendenza negativa, fino ai 1250 metri di quota dove ci si immette sulla salita del Passo Duran.
L'ascesa è costante e mediamente ripida (8-9%), finché, quando ormai in vista del passo, si devia a destra seguendo le indicazioni per il Rifugio Carestiato. Questa seconda parte di salita, con fondo di sassi/ghiaia, ha una pendenza molto marcata soprattutto nel primo km, dopodichè diventa più gestibile grazie ad alcuni tratti in piano (e ad una fontanella). L'arrivo ai 1830 metri del rifugio segna la fine della fatica in salita, ma solo per cominciare quella della discesa.
Infatti, copiata papale-papale da questo itinerario di iron.mike83, il sentiero che diparte di fronte al rifugio risulta molto tecnico, tra radici, ripidoni, roccette e strettoie; insomma, un sentiero di alta montagna cui fare la massima attenzione. Con una tecnica decente e un po' di coraggio, un 70% si affronta in sella; sconsigliato a neofiti (potrebbe rivelarsi una tribolazione) e da evitare dopo la pioggia (molte radici e sassi).
Si perde velocemente quota fino ai 1320 metri dove ora il percorso si fa misto tra carrarecce ed altri sentieri sempre con un certo quantitativo tecnico. Il divertimento -cominciato al rifugio a 1830 metri- termina oltre 1000 metri più in basso, dove a quota 760 metri ci si avvicina all'abitato di Agordo e quindi al termine di questo CivettaRonda rivisitato.
Scala difficoltà sentieri MTB







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