Cima Terre Fredde Laione
Partenza dal Blumon Break, nella Piana del Gaver, per un itinerario di autentico cicloalpinismo che concatena Cima Terre Fredde e Monte Laione attraversando uno degli ambienti più spettacolari e selvaggi della zona. Dal Blumon Break Gaver si sale in direzione del Goletto di Gaver poi direzione Corna Bianca lago della Vacca. Questa prima parte è quasi interamente pedalabile e consente di guadagnare quota con una certa regolarità.
Dalla Corna Bianca la situazione cambia: per raggiungere il Passo della Vacca bisogna procedere prevalentemente spingendo la bicicletta (bici senza motore ovviamente). Arrivati al passo della Vacca si mantiene la sinistra fino ad arrivare in prossimità del lago ma senza scendere sulla riva. In questo punto occorre prestare molta attenzione: il sentiero riportato sulle mappe, nella realtà, non è riconoscibile. Per proseguire ho dovuto individuare autonomamente una linea di salita tra balze e placche granitiche. La pendenza è molto elevata e in alcuni passaggi è necessario usare anche le mani. Da questa zona fino alla Cima Terre Fredde la bicicletta va portata solamente in spalla. Torna utile la capacità di muoversi con sicurezza bici a spalla su terreno roccioso privo di un sentiero evidente.
Dalla Cima Terre Fredde inizia una discesa divertente, dove non si scende mai dalla bici, in direzione della Cima Galliner. Successivamente si affronta il lungo traverso verso il Monte Laione: il terreno è continuamente ondulato, e di tratti pedalabili non ce ne sono, si inizia con brevi discese poi si spinge e si spalla per tutto il traverso. Raggiungere la sommità del Monte Laione è molto faticoso, soprattutto dopo la fatica del traverso ma la Madonnina del Laione ti invita a toccare il cielo con un dito. Dalla vetta, i primi 50 metri di dislivello negativo circa non sono ciclabili, si scende con la bicicletta al fianco.
Poi si sta in bici a tratti fino al P. Del Blumone. Da qui, raggiunto il Sentiero numero 1 dell'Adamello ancora qualche tratto bici a fianco in quanto le pietre sono talmente grandi e disordinate che non è possibile stare in sella ma la cosa dura poco e comincia una discesa spettacolare, molto divertente fino al Lago della Vacca. Il sentiero presenta alcuni tratti esposti: meglio non cadere.
Dal lago si imbocca il sentiero 417 verso la Piana del Gaver. La prima metà offre una discesa molto bella e divertente; successivamente il fondo diventa troppo scavato, sconnesso e difficile da interpretare, rendendo necessario affrontare alcuni tratti con la bicicletta a fianco. Gli ultimi due chilometri si percorrono infine su una bella strada forestale, che riporta senza ulteriori difficoltà alla Piana del Gaver e al punto di partenza.
Considerazioni
È un giro breve soltanto sulla carta. I 24 chilometri e 1500 metri di dislivello non devono ingannare: il lungo tratto con bici a spalla, il terreno roccioso, l'assenza di sentiero sopra il Lago della Vacca, il traverso ondulato verso il Laione e alcuni passaggi esposti lo rendono molto più impegnativo di quanto suggeriscano distanza e dislivello. In cambio della fatica, il percorso regala un ambiente magnifico, selvaggio e solitario, grandi panorami sul Lago della Vacca e discese capaci di offrire autentico divertimento. Un itinerario severo e completo, destinato a cicloalpinisti consapevoli.









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