Monte Stino 136 tornanti alternativo
Questa grande classica sul lago d'Idro si distoglie dall'ortodossia relativamente il segmento in salita. È il percorso di casa che prediligo verso il Monte Stino anche se lo alterno in quanto il più faticoso ma anche il più remunerativo sotto il profilo mtb in quanto abbandona spesso l'asfalto a favore di sterrate o sentieri ed in fine il crinale erboso (quando non innevato) prima del rifugio che già anticipa interessanti scorci sul lago d'Idro.
Si parte dal parcheggione in La località Paröle, dove attualmente sta prendendo consistenza un nuovo chiosco e su asfalto si ritorna il località Vantone dove inizia la sterrata (era la vecchia strada per Capovalle) che conduce al ponte della Sp 38. Percorriamo la Sp 38 prima di lasciarla su di un tornante con fontana a sinistra dopo 2,5Km. Con 1,5 km di tosta salita siamo al bivio con edicola votiva a destra. Torniamo su asfalto, siamo a Capovalle e attraversiamo la frazione Zumiè, oltrepassata imbocchiamo la carrabile per il Monte Stino. La percorriamo per 2,2 Km e presso un tornante la lasciamo a sinistra per immetterci su una forestale sterrata chiusa da una sbarra che non è di nessun impedimento. Ora non rivedremo più l'asfalto fino all'auto. Seguiamo questo tracciato, un'impronta di forestale ma il disuso l'ha ridimensionata a sentiero per 1,2 km fino ad incrociare il sentiero Alta via dei forti.
Dopo 700 metri di questo bel sentiero con fatica ma sempre pedalabile, approdiamo in una forestale, manteniamo la sinistra, la percorriamo per 50 metri per abbandonarla a sinistra e inerpicarsi in un brevissimo tratto a spinta fin sul crinale erboso dove cominciamo ad ammirare scorci del lago d'Idro e in breve saremo al rifugio Monte Stino. Da qui un breve tratto e siamo sulla sommità nel punto fortificato dove fiero sventola il tricolore. Dove inizia e finisce la scalinata per il punto panoramico inizia la formidabile discesa dei 136 tornanti (io non li ho mai contati, sono troppo concentrato sul trail). Ora si scende fino al lago e ci si dimentica della traccia e del navigatore, non ci si può sbagliare.
Il primo tratto, pochi metri, è impossibile da percorrere in sella poi anche se mai banale é fattibile soprattutto se sapete fare il nosepress.
NB. la traccia in allegato non è frutto della registrazione sul campo, in quanto nei giri di casa non mi porto il Garmin (questa volta averei dovuto) l'ho realizzata in BaseCamp con la massima fedeltà al percorso reale.








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