Brasimone
Si lascia la macchina subito dopo la diga, in prossimità di una chiesetta e del chiosco. Dopo una bella panoramica sul lago si parte seguendo lo scrosciante corso del torrente Brasimone che scorre in un bosco coperto da faggi secolari. Salita molto gradevole su fondo sterrato: le altre non saranno tutte così. Si arriva al Passo San Giuseppe tra case coloniche e praterie, un breve tratto di ricongiungimento ancora su forestale e poi è il momento di prendere la DH23. L'inizio è blando ma poi si scalda con passaggi veloci guidati e mini-toboga che rendono tutto elettrizzante fino alla fine. Livello tecnico S2 intervallato da qualche S3.
Risalita molto uggiosa ma tutto sommato pedalabile: attraversato un incantevole agriturismo si affianca l'ombroso e fragoroso corso del Torrente Setta. All'incrocio con la traccia si prosegue stavolta in salita su forestale panoramica. Qua e là spuntano cippi in pietra vecchi di almeno duecento anni che, ancora oggi, demarcano il confine con il territorio toscano. In realtà si rientra rapidamente in Emilia per poi zig zagare di nuovo in Toscana nei pressi della Croce di Geppe. Il consiglio è salire in cima alla vetta con le bici: non solo per motivi panoramici o velleità di conquista ma anche per la goduriosa discesa gravity che si guadagna. La discesa vera e propria (CAI 421) è comunque la continuazione di questa: inizialmente si staglia a mezza costa su un costone di arenaria (tratto esposto pianeggiante, non pericoloso). Ma le traiettorie più aggressive si nascondono dentro al bosco: tornanti stretti, e rock garden la fanno da padrona per buona parte del sentiero, quasi fin dentro al borgo diroccato di Chiapporato.Con grande sorpresa ad attenderci troviamo un gruppo di ragazzi che ci invitano a salire alla vecchia Canonica completamente ristrutturata e trasformata in un accogliente rifugio oggi aperto in occasione dell'apertura del seccatoio della raccolta delle castagne.
Dopo un buon caffè a offerta volontaria si riparte per una durissima salita, non del tutto ciclabile a meno che non sia abbia una ebike per via dei ciotoli e delle pendenze inclementi. Le fatiche saranno presto ripagate: dopo un tratto in falsopiano defaticante ci aspetta la discesa conclusiva, breve ma decisamente intensa: la Barbamozza. Scavata, rocciosa e veloce richiede ottime capacità di guida ed un pizzico di improvvisazione: un inizio S2 con S3 nella parte centrale. Sbucati sulla strada non resta che scendere ancora qualche metro e andarsi a gustare la passeggiata sul lungo lago per il ritorno.
Scala difficoltà sentieri MTB







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