Tour dei 3 mari
Preparatevi per una cavalcata epica attraverso gli spartiacque di 3 mari: passere fiumi che sfociano nell'Adriatico, fiancheggerete laghi le cui acque raggiungeranno il mar Nero, vi bagnerete in torrenti che troveranno quiete nel mare del nord. Ma non è solo un giro per nerd della geografia: ammirerete alcuni degli scenari più spettacolari e fiabeschi delle Alpi, tra singletracks più che impegnativi e passi stradali leggendari. Ma andiamo con ordine.
Il tour è da percorrere indiscutibilmente solo in senso antiorario: la partenza che vi consigliamo è da Vicosoprano, nel cuore della Val Bregaglia svizzera, una delle valli meridionali dei Grigioni italofone, facilmente raggiungibile da Chiavenna lungo la strada del Maloja. Si parte tenendo la sponda sinistra del fiume Mera (Maira in Svizzera) lungo strade sterrate e tratti di sentiero mai impegnativo e un breve tratto di strada asfaltata del Maloja. Si raggiunge Casaccia, dove si imbocca una sterrata in salita che si abbandona presto per attraversare prati fino ai ruderi della chiesa di S. Gaudenzio. Qui si iniziano ad ammirare i colossi di granito che dominano la valle, i pizzi Badile e Cengalo, oltreché l'imponente realizzazione umana della diga dell'Albigna. Si abbandona il sentiero e si imbocca la strada asfaltata fino al passo Maloja: non fatevi sconfortare dai numerosi tornanti presi d'assalto da moto, camper e bus, perché sarete ricompensati!
A Maloja si imbocca la ciclabile dell'Engadina, che si segue tra scenari bucolici, attraversando boschi, pascoli e piccoli villaggi e costeggiando i laghi di Sils e Silvaplana. Per chi apprezza, non perdetevi una chicca: il passaggio di fronte a quella che fu l'abitazione del filosofo tedesco Nietzsche, nel paesino di Sils. Arrivati a Silvaplana, si attraversa il centro e dopo un ripido tratto su sentiero ci si immette sulla strada dello Julierpass, che si segue fino a scollinare. La discesa è in parte su asfalto, ma per la gran parte segue un sentiero impegnativo con diversi tratti difficilmente pedalabili, soprattutto se rovinati dal passaggio delle mandrie di mucche al pascolo.
Arrivati a Bivio (enclave una volta italofona nel mezzo dei grigioni tedeschi) si ricomincia la salita verso il Septimerpass, antica via di comunicazione tra nord e sud delle Alpi. La strada è sterrata, ma con un bel fondo sempre pedalabile, a tratti un po' ripida. Dal passo la strada continua ancora per qualche centinaio di metri, per trasformarsi in sentiero in corrispondenza del rifugio Cesa da Sett. (Per i più nerd: la cimetta che trovate a sinistra del passo è il punto d'incontro dei 3 bacini dei fiumi principali delle Alpi: Po, Danubio e Reno, in realtà mancherebbe il Rodano). Il sentiero diventa subito impegnativo, sassoso e ripido, che vi costringerà a parecchi su e giù di sella. La discesa termina nel fondovalle della Val Maroz, su una bella mulattiera, che si imbocca verso destra per risalire la valle (se proprio non ve la sentite di affrontare gli ultimi 600 metri di dislivello, potete scendere a sinistra e tornare a Casaccia).
Arrivati ad un alpeggio (Maroz Dent), si segue il sentiero, ancora pedalabile per poco, che si porta sul versante opposto della valle, alla base del quale cominciano gli ultimi 400 metri di dislivello con bici a spalla, lungo un sentiero ripido ma mai esposto, fino ai 5 ometti di pietra che sembrano vigilare cupi sulle vostre fatiche. Da qui riprenderete a pedalare lungo un altipiano, accompagnata dal ritorno della presenza di quei giganti che avevamo abbandonato presto dopo la partenza: vedrete Badile e Cengalo emergere dall'orizzonte come enormi iceberg dal mare, in uno scenario dalle proporzioni Himalayane e vi sentirete sopraffatti dalla forza romantica del paesaggio.
Giunti allo scollinamento, vi aspettano quasi 1500 metri di discesa su un sentiero impegnativo: sassoso e poco evidente nella prima parte , stretto e con radici nel bosco, tranne qualche tratto di pineta più godibile e scorrevole: insomma, per divertirvi dovete essere veri manici, considerato anche che la stanchezza inizia a farsi sentire. Le ultime poche centinaia di metri sono su stradine facili fino al centro di Vicosprano, dove ritroverete facilmente il punto di partenza.
In conclusione: giro impegnativo, per la lunghezza e tecnicità di tanti tratti, adatto a ciclisti allenati ed esperti, sconsigliato in e-bike per la lunghezza dei tratti con bici a spalla. Un tour senza compromessi: da strade asfaltate trafficate a sentieri selvaggi più adatti ai camosci, passando per piste ciclabili amorevoli, ma con panorami e scenari mozzafiato. Insomma, da fare almeno una volta!
Scala difficoltà sentieri MTB







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